Movimento Consapevole
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Molti pensano di non saper muovere il proprio corpo in modo armonico, soprattutto in presenza della musica. Se coltivate questo tipo di convinzioni, la pratica del Movimento Consapevole può rappresentare un invito prezioso. Spesso, infatti, è proprio ciò che riteniamo di non saper fare a custodire il più alto potenziale trasformativo.
Non si tratta di muoversi “bene” o “male”, né di aderire a modelli o stereotipi, ma di risvegliare l’attitudine naturale del corpo a cercare piacere nel movimento spontaneo. La danza può essere uno degli esempi più immediati di questa qualità originaria del movimento: basta osservare come un bambino si lasci attraversare dal ritmo e si muova liberamente quando ascolta la musica, o semplicemente un ritmo. In questa prospettiva, il movimento diventa un linguaggio primario attraverso cui l’essere umano dà forma al proprio sentire e ai significati che è continuamente in grado di scoprire e generare.
Come la vita stessa, anche il movimento si dispiega in quella terra di mezzo tra ordine e disordine, “alla frontiera del caos”, là dove si manifesta la complessità. Possiamo allora immaginare la vita come un grande movimento, nel quale ciascuno è chiamato a esplorare e attualizzare il proprio potenziale evolutivo, la capacità di generare bellezza, struttura e senso.
Quando il corpo ritrova la propria naturale disponibilità a muoversi, può emergere uno stupore nuovo, accompagnato da un senso di piacere vitale. Questo piacere diventa energia rinnovata, capace di guidarci verso nuovi equilibri e comprensioni più profonde. Muovendoci consapevolmente, possiamo entrare in dialogo con gli spazi simbolici evocati dalla musica, quando presente, o dal silenzio, là dove si dischiude la dimensione della potenzialità. Il movimento diventa così metafora della vita nella sua interezza e laboratorio alchemico delle nostre trasformazioni interiori.
La pratica del Movimento Consapevole apre all’ascolto del proprio linguaggio corporeo, sostenuti dalla presenza della musica come possibile alleata e dal contenitore accogliente e curato dello spazio di pratica, sia sul piano fisico sia su quello energetico. Il percorso si svolge individualmente, ma all’interno di un gruppo che condivide con semplicità e rispetto le proprie scoperte, senza giudizio, offrendo reciproco sostegno.
Questo incontro con il desiderio naturale del corpo di muoversi e di ritrovare la propria espressività si approfondisce e si arricchisce nel tempo, diventando uno strumento prezioso di esplorazione interiore e di crescita personale.Tipicamente, la pratica si articola in tre momenti. Prima di ogni danza, ci troviamo per un breve momento attorno a un tè, dove vengono offerti dei puntatori per la pratica. Si tratta di suggerimenti solo indicativi, mai impositivi, il danzatore rimane sempre libero di muoversi ed esplorare secondo il proprio sentire, in piena autonomia.
Il secondo momento è quello della danza vera e propria. Il movimento libero, al quale il corpo si apre gradualmente, segue allora diverse onde d’intensità, ispirato dalla scelta musicale, dalla tematica evocata, da un bisogno interiore...
A conclusione, il movimento rallenta fino a giungere all’immobilità, permettendo di osservare quanto l’esperienza del corpo abbia “mosso” in noi. In altre parole, il terzo momento è di integrazione e possibile elaborazione, che potrà avvenire in modalità differenti. Ad esempio, nel silenzio, possiamo tracciare sul nostro “quaderno di viaggio” quanto è emerso, traducendolo in poche parole sintetiche, o in un disegno, eventualmente condividendolo con il gruppo, oppure, sotto forma di condivisione verbale, accogliendo il desiderio di ognuno sia di comunicare sia di rimanere solo ad ascoltare.
Lingua: Quella universale della musica.
Dove: Nella SALA MAMMUT, presso gli spazi di Area 302, in via Cadepiano 18, Barbengo
Quando: Incontri settimanali, i giovedì dalle 19:00 alle 20:30 circa (vedi calendario)..
Contributo: 100 fr per un ciclo di 4 incontri consecutivi. Per chi non segue regolarmente, è possibile contribuire con 30 fr per pratiche singole.
Abbigliamento: Indumenti comodi, adatti alle pratiche corporee. È possibile cambiarsi sul posto ma non effettuare la doccia. Prevedere sempre la possibilità di aggiungere o togliere uno strato.
